turi volanti, pittore
(segue volanti scrittore
e saggista e volanti poeta
)

studio: via D'Agostino,51

9614-FLORIDIA (Siracusa)

Tel e Fax 0931-942707


CENNI BIOGRAFICI

Turi Volanti nasce a Floridia (Sr) il 20/7/1930.

Da autodidatta consegue la maturità

al Liceo Artistico di Palermo.

Si iscrive in Architettura nella stessa città,

ma un anno dopo si trasferisce a Milano.

Di famiglia di condizioni molto modeste,

il giovane Volanti, per lo scarso

sostegno economico, abbandona il Politecnico

per frequentare e completare

gli studi di Pittura all’Accademia di

Belle Arti di Brera a Milano.

Ma dai pochi anni di frequenza di Architettura

ne trae un sorprendente profitto, tanto da poter

scrivere articoli e saggi anche in volume di vera

e apprezzata critica architettonica.

 



Primo
periodo
, anni ’50:

NEOREALISMO ESISTENZIALE

Personali:

- Camera di Commercio di Siracusa;

- Galleria di Piazza Vecchia,

Brescia;

- Galleria Alberti, Brescia, presentazione

di Aldo Carpi.

Collettive:

- Biennale Internazionale

Giovanile di Gorizia;

- Selezione Milanese

indetta dalle riviste

Incontri e Realismo Oggi,

a cura di

Franco Russoli;

- Premio Nazionale Diomira

del Disegno,

Galleria Spotorno, Milano: assegnato

premio dell’E.P.T.;

- Richiesto disegno per Museo Stampe Bertarelli,

Castello Sforzesco, Milano;

- Biennale Nazionale

dell’Incisione,

San Benedetto del Tronto...



Museo Civico - Caltagirone


Museo Civico - Caltagirone


Museo Civico - Caltagirone


Museo Civico - Caltagirone


Museo Civico - Caltagirone


Museo Civico - Caltagirone
La pittura di Volanti degli anni ’50 è caratterizzata dal mondo e dal dolore della povera gente di Sicilia, di ascendenza letteraria verghiana, e solo accidentalmente guttusiana. Infatti C.F. Carli ha scritto che “le affinita con Guttuso sono nate sull’onda della comune sicilianità”(in "50 anni di pittura" alla Cripta del Collegio di Siracusa: L’infinita inquietudine di Turi Volanti, a cura di F. De Santi). In effetti Volanti ha sempre nutrito una certa intolleranza per la pittura di Guttuso, espressa anche nelle recensioni delle due mostre alla Cripta del Collegio: Il bosco d’amore, e la Ucciria, contestualizzata, questa, in una disorganica piccola antologica. La prima fase di Volanti è caratterizzata inoltre da una abbondante produzione grafica: studi, schizzi, idee, bozzetti, disegni fine a se stessi, incisioni, ecc.

Secondo periodo:

anni ’60:

ESPRESSIONISMO FIGURATIVO E INFORMALE

Personali:

- All’AAB (Ass.ne Artisti), Brescia: autopresentazione.

- Galleria Pagani

del Grattacielo, Legnano; premessa in catalogo di E. Pagani;

- Galleria Zen, Brescia, presentazione di E. Pagani;

- Galleria Il Traghetto,

Venezia; CID'A,

- Centro Int. d'Arte:

"Antologica di dieci anni

di pittura", presentazione

di Titta Rizzo.

Collettive:

- Graphies Annual,

Hollis, USA;

- Panorama della

Giovane Pittura Italiana,

Milano, a cura di R. De Grada e G. Kaisserlian;

- “Oltre l’Informale”,

Galleria Traverso, Milano;

- “Invito alla Grafica”,

Galleria dell’AAB,

Brescia;

- Premio Naz.le di Pittura

“La caccia…

e contro la caccia”,

Brescia

(Assegnato il premio Referendum);

- “Pittori Bresciani Contemporanei”,

AAB, Brescia;

- Grafica Internazionale,

Galleria del Minotauro, Brescia;

“Premio Nazionale

"Ottone Rosai"  Brescia,

(assegnato il I Premio);

- Premio di Pittura Gardone Val Trompia, Brescia (III Premio);

- “Premio Nazionale

di Pittura Suzzara”,

Mantova;

- “Rassegna Nazionale

Galleria “Il Tridente”,

Grosseto.



Galleria Pagani - Milano


Museo Civico - Caltagirone


Museo Civico - Caltagirone


Museo Civico - Floridia


Museo Civico - Caltagirone


Museo Civico - Caltagirone


Museo Civico - Caltagirone
 
 

La seconda fase pittorica degli anni ’60 è attraversata da una felicità e da un fuoco creativo eccezionale, che incontra un appassionato favore di pubblico, di critica e di mercato. Le opere, in maggior parte di grandi dimensioni, seppure dentro le poetiche del neo-espressionismo figurativo e informale, si distinguono decisamente per la straordinaria forza espressiva e coloristica, per l’originale, ardito e felice connubio del colore rembrandiano con la luce caravaggesca. L’uno e l’altra danno forma all’angoscia esistenziale, al sottosuolo di scandaglio psichico riconducibile ai profondi motivi dostoevskiani, ed ai grandi temi della condizione umana. Opere come Il muro, Figure nell’angoscia, Sottosuolo (omaggio a Dostoevskij, suo autore preferito) Eros e Thanatos del ’68, La caccia…e contro la caccia…,(vedi foto) rappresentano “…il modo di giungere per ispirazione al dramma, che risultasse liberamente scandita la tensione accesa nell’intimo. L’itinerario di sviluppo da quel saggio anatomico che è L’uomo del ’61, a cui seguono a mo’ di meditazione le varie nature morte “ con maschera dolente” di una intensità luminosa che poi si asciuga, si rapprende ma non si smorza nei passaggi tipo Doppelgaenger. E’ la venatura stessa che da larga e abbondante si fa nervosa, incisiva. […]. Quello di fluente o seicentesco, tra S. Rosa e Rembrandt,che impegnava il lavoro di Volanti, si è rinsecchito e raggrumato in ardore. Certi titoli, Figurazione o Presenza, sono indicativi di un processo tecnico, oltre che spirituale ;[…] è un modo di alludere ad una revisione in atto nella pittura contemporanea, un rinserrarsi dell’uomo sulla coscienza per ricavarne lume sincero, per estrarre fuoco dalla lacerazione e dall’esperienza… Così dal Risveglio del ’63 alle ultime opere, il balzo è lungo e vitale. In senso ascendente si va dalla Figurazione ferita a Il muro e quindi alla Figurazione ambivalente (Muro n°2) secondo un ritmo di sintesi nel quale si precisa una forza, matura il pathos, si definisce la personalità.. (Giannetto. Valzelli ne Il Cittadino- Brescia febbraio 1964).
“Intanto nel momento in cui Volanti arriva a Milano, è qualcosa di più di un artista. E’ un uomo sperimentato, (lo scrisse più tardi il suo maestro al Brera, Aldo Carpi), maturo, nonostante avesse poco più di vent’anni... Finita la fase degli anni ’50, c’è un Volanti davvero stupefacente...anche rivedendo certe opere di quel periodo, c’è da chiedersi in verità se siano opere di livello nazionale, sicuramente! ma che hanno un dialogo, tra l’altro, anche con la cultura europea e internazionale... E’ questa è la sua fase espressionistica e informale... Qui si ravvisa una lotta veramente prepotente di Volanti, una lotta feroce nel momento in cui la materia sopravanza... è possibile intravedere dei resti: muri, fantasmi, voci che alimentano il quadro da dietro, che lo fanno rivivere come se fosse una forza della coscienza e della memoria, ma che questa memoria riguarda il futuro attraverso il presente... “ Floriano De Santi (estratto dal discorso introduttivo alla mostra Antologica di 50 anni di pittura, 1952-2002, alla Cripta del Collegio di Siracusa).

 

Terzo periodo: anni '70

Personali:

- Galleria Ciovasso, Milano;

presentazione

di Giorgio Seveso;

- Galleria Schreiber, Brescia, presentazione

di Giorgio Seveso;

- Galleria Icaro, Suzzara,

Ideologia e prassi nel messaggio di Turi Volanti,

di Mauro Corradini;

Metafisica dell'ideologia,

- Galleria Ciovasso, Milano,

Dalla metafisica del reperto al recupero della razionalità, di Floriano De Santi;

- Galleria della Kunsterlhaus, (Casa degli artisti) Vienna;

presentazione di Clive Foster;

- Museo Schloß Esterhazi - Austria;

- Galleria Margutta, Siracusa,

"Il senso del "nostos":

omaggio a Siracusa",

di Turi Volanti;

- Museo Naz.le di Palazzo Bellomo:

cartella L’Amore e il Dolore:

7 acqueforti per 15 poesie, performance:

recital degli attori Lidya Alfonsi e di E. M. Salerno.

Collettive e di gruppo:

Prima mostra scambio fra le Gallerie Italiane

(Gall. Schreiber, Brescia,

Palazzo della Permanente, Milano);

Rassegna Grafica,

Galleria La Soffitta, Firenze;

Rassegna nazionale,

Galleria Ciovasso, Milano;

Rassegna d’Arte Regionale Lombarda,

Palazzo dell’Arte, Cremona;

Cartella d’ncisioni:

Per Sacco e Vanzetti,

assieme a Piscatare e Titonel, Edizione Sacco e Vanzetti, Torino;

L’Immagine dell’Uomo, Palazzo Pretorio,

Prato e Chianciano Terme

(a cura di G. Seveso);

Premio di pittura Ottone Rosai, Lonato, Brescia; (assegnato primo premio);

Premio di pittura Corticelli Bologna;

Mostra di gruppo, Galleria Polimnia, Rapallo (a cura di G. Seveso);

Invito alla IV Biennale Internazionale di Cracovie;

Grafici Bresciani, AAB Brescia (a cura di M. Corradini);

Mostra mercato

dell’Incisione Italiana, Padova;

Grafica di Tendenzen,

Centro Parete,

Lissone;

Prima Biennale Città di Brescia: Le dimensioni Poetiche e Sociali dell’Uomo Contemporaneo;

Occasioni d’Incontro, S.Giacomo di Cremona

(a cura di Edda Fezzi);

Disegno perché,

AAB, Brescia

(a cura di M. Corradini, V. Frati e G. Valzelli).

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Collezione Bassi - Brescia
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Collezione Bassi - Brescia


Collezione Bassi - Brescia
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Collezione Bassi - Brescia
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Museum Schloß Esterhazy - Burgeland
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Il terzo periodo ha inizio verso la fine degli anni ’60 con un lento e meditato sciogliersi dal magma e dal viluppo materico-informale. Concluso il ciclo espressionistico-informale l’artista riannoda il filo espressionistico, ma in chiave più figurativa in un ordine compositivo più razionale, volgendo la ricerca verso mitografie greche in conflitto coi miti consumistici del mondo d’oggi; cioè fra la poesia e il suo contrario “… Ecco, penso, la ragione di certe sue architetture, nelle quali il rigore geometrico e la presenza di elementi mitografici di una lontana grecità, assumono valore di simboli d’ordine umanistico in contrapposizione alle figure la cui forza espressionistica non ha eguali nella giovane pittura d’oggi. E’ l’antica lotta tra la forza bruta dell’oppressione operata sull’uomo nella storia e l’intelligenza che inquadra, ordina, chiarisce”... G. Marussi, estratto da Le Arti, aprile-maggio 1971) Tutto ciò avviene naturalmente, per mutazione interiore, per lievito mentale calato nella temperie culturale del momento storico: nell’aria soffiano i venti della contestazione, e ne è coinvolto, ne è partecipe in toto, con tutta la sua carica umana. L’artista – egli dice - non può voltare le spalle a tutto ciò che avviene attorno a sé, e chiudersi nella torre d’avorio di una cifra stilistica che non porti il riflesso, in qualche modo, di ciò che avviene nel mondo... E’ sterile insistere sugli schemi già snervati e ripetitivi di modalità linguistiche che non rispondano più all’inquietudine del momento storico. Qui l’artista disvela la sua indole inquieta, problematica, nel senso dialòettico, cioè, aristotelico, del tendere al rifuito e quindi alla scelta e alla conseguente ricerca della verità. La verità è per Volanti inafferrabile cui l’artista tende a imprigionarla nell’opera, nella forma ultimo approdo, ma sempre suscettibile a fughe, pronta a disancorarsi per ripartire.

 


 

 


"E’ una rivolta – scrive G.Seveso di Volanti sulla rivista milanese D’Ars – che travalica, nell’atto del dipingere, le esitazioni e i problemi esistenziali di una personalità complessa ed esacerbata, dando volto e forma all’ira della storia, ai suoi esiti attuali, e ritrova in questa sua generale dimensione, una propria validità oggettiva, un autorevole riscatto poetico… Anche le situazioni più banali, spesso risolte in modo ironicamente emblematico, si fanno acide e graffianti. I volti e i gesti dei personaggi si decompongono in un gioco di tensioni ove i muscoli, i nervi e la sostanza stessa dell’espressione vengono a svelarne le intime contraddizioni, i conflitti più ambigui. La figura del Contestatore appare, in questa prospettiva, come la più eloquente nelle sue varie versioni, agitata com’è da interne inquietudini, da improvvise accensioni d’umori diversi, lacerata e sconvolta dal proprio gesto catartico." (G. Seveso, D’Ars, a. XXII n. 53/54)
“ ... Solo che nel momento di recupero storico del vecchio mito greco, il nostro “mito quotidiano” assume una pregnanza di ritorno, diviene il simbolo di un certo modo di concepire il reale... Nel secondo momento, quello attuale, il cariatide viene ad assumere il valore dell’oppresso; in Volanti è la coscienza dell’oppressione. Ancora la radice di recupero classico, sottolinea e drammatizza una situazione, rendendola universale e cosmica, non già legata ad un dato biografico: è il momento dell’oppressione quale si ritrova nel nostro, e non solo nel nostro, momento storico. E’ un motivo vitale del dramma esistenziale, sollevato però dal suo momento individuale per trovarvi le radici in un momento collettivo; è un prendere per tutti coscienza di una situazione, puntualizzata e dissacrata con la penetrazione segnica che è propria di Volanti..."
(da "Pittori Bresciani Contemporanei", di Mauro Corradini - Sardini Editore, Brescia - 1971, pp 4)
 
 
E’ un periodo, questo, che fa ovviamente da cerniera alla definizione di un più radicale impegno civile, che scatta prepotentemente, ineluttabilmente subito dopo la strage di Piazza della Loggia a Brescia, di cui Volanti è ravvicinato – e fortunato - testimone : Il giorno dopo portai una rosa rossa in Piazza della Loggia è titolo altamente emblematico di un evento terroristico che travalica la cronaca per rimbalzare profeticamente di giorno in giorno nelle balze della storia attuale. E’ il titolo di un lungo ciclo pittorico, protrattosi per tutti gli anni ’70, variando denominazione, come 28 maggio 1984, oppure Dialoghi impossibili, ma non l’oggetto per nulla descrittivo,ma metaforico, al limite del metafisico. “... Il suo segno incisivo, vitalistico e insieme plasticamente evidente, con il quale era apparso nell’area della pittura bresciana, aveva trovato subito i suoi estimatori, non molti negli anni Sessanta ma sicuramente un manipolo d’intenditori. Assieme a V. Guidi, L. Viani,  M. Maccari, Guttuso, Treccani, Francese, Music, Chighine, nelle collezioni c’era Turi Volanti. ... E’ stato un modo di Volanti d’interpretare la tragedia bresciana, senza clamore retorico ma con assoluta adesione stilistica e passione civile. Lo si riconosceva ormai, artisticamente, bresciano di diritto, anche se non identificabile con alcuno per la sua singolare umanità, così come nella definizione artistica, totalmente sua.” (L. Spiazzi, da Omaggio a Turi Volanti, (“Bresciaoggi”, 22 genn. 1977).
 

Galleria di ritratti


“Ora Volanti è autocritico e analitico, spesso con immagini di scandaglio d’estrema delicatezza e tensione, attento ad un fare che dalla latenza emotiva passa ad un condensarsi e organizzarsi in visione, in un processo che non è eruttivo o metarazionale. Anzi, esso si svolge illimpidendo il getto spontaneo e profondo nel dialogo costante con un ordinamento metafisico dei reperti archeologici – pezzi di colonne doriche, frontoni e metope, triglifi e capitelli – che coinvolgono lo sguardo in un magico rimando tra schermi, ora diafani e tersi ora cretosi e abbaglianti… E’ così che, nella recente serie intitolata Il giorno dopo portai una rosa rossa in Piazza della Loggia, la luce , quando è radente, può esaltare, ma anche divorare le cose, mentre l’ombra assume in compenso un suo alto e severo profilo rivelatorio..."
(F. De Santi, Dalla metafisica del reperto al recupero della razionalità – Personale alla Galleria Ciovasso, Milano)
 

QUARTO PERIODO, ANNI '80, '90, 2002:

"Il senso del nostos"

Personali: Circolo di Cultura Benedetto Croce,

Floridia, introduzione di

Vito Giuffrida e Dario Tomasello;

Librorama, Floridia:

performance, L'Amore e il Dolore; poesie lette

da S. Lo Monaco

e mostra delle incisioni connesse.

Aula Magna “Pirandello”, Natura e mito nella

Sicilia di Turi Volanti, introduzione dell'autore;

Galleria Agorà, Floridia: Natura e mito

nei disegni di Turi Volanti, performance:

incontro e dialogo con gli alunni di IV e V del Liceo classico di Siracusa;

Cripta del Collegio,  Siracusa: Le città degli

dei, presentazione di Paolo Giansiracusa;

Biblioteca Comunale di Palazzo Casacci, Floridia:

Eros e Mithos, introduzione dell'artista;

Poiesi, Associazione Culturale: Il Dolore di Cristo,

introduzione di Paolo Giansiracusa;

Cripta del Collegio,

Siracusa: Antologica di 50

anni di Pittura (1952-2002) L'infinita inquietudine di Turi Volanti, a cura di

F. De Santi e Carlo Carli.

Collettive:  2° Biennale Naz.le d'Arte,

Palazzo dei Mercedari, Modica;

Arts expo International, Ginevra;

Pittura Colta in Italia, Abbazia Olivetana Rodengo Saiano, Brescia (a cura di Floriano De Santi)

XIII Quadriennale Naz.le d'Arte, Roma;

XXXIII Premio Naz.le Vasto, Chieti (a cura di Floriano De Santi);

Il ritratto, Galleria Roma, Siracusa;

Grafica Naz.le,

Galleria Roma, Siracusa.

 
 
 
 
 

 

Il quarto periodo si compone di due cicli, che procedono, si può dire, in modo problematico, ma meglio dire dialettico, nel senso di definire una poetica e poi ridefinirla, contraddirla, magari nello spazio di qualche lustro, di non contentarsi, cioè, degli esiti ottenuti. E' significativo al riguardo una citazione tratta da L'inferno di E. Pound che Volanti pone nella Premessa della monografia dell'antologica siracusana: Mi riesce difficile immaginare come un vero artista possa mai essere soddisfatto del proprio lavoro. C'è voluto del tempo prima di adeguarsi alle nuove situazioni esistenziali e culturali. Ricordiamo che sono gli anni del ritorno in Sicilia, (gravi motivi familiari) terra d'origine dell'artista, dopo 26 anni operosi trascorsi in Lombardia. C'è voluto del tempo prima di risolvere innanzitutto i problemi logistici, di rendere ospitale e agibile la sua casa posta nel contado, e poi di rientrare in sintonia con lo spirito e la cultura della sua terra. Ma tutto ciò è naturale per chi cambia cielo, e la storia trabocca di casi simili.  Infatti, la prima personale nell'80, dopo il nostos , è composta di opere ancora lombarde; e solo nell'84 è in grado di dimostrare di avere riannodato i fili con l'anima della... sua Itaca: con la mostra Natura e mito nella Sicilia di Turi Volanti  dà inizio all'epos e alla fabulazione dell'universo isolano. Da sottolineare la scoperta dei muri-a-secco caratterizzante il paesaggio ibleo, e assunti quale metafora dell'epos contadino, con una resa iconica assolutamente unica e originale... queste contrade hanno fatto parte della lunga epopea pastorale e contadina: con queste pietre la razza terricola ha vissuto il dramma dello sfruttamento e delle lotte per lo smantellamento dei latifondi siciliani... Lungo gli scoscendimenti i muri-a-secco sbarrano le campate di terra, trasformando il terreno in balze e terrazze feconde di vigne, frutteti e agrumeti. Visti dal basso hai la visione, per l’effetto prospettico, di un grandioso mosaico, essendo gli arbusti piantati in linea arretrata rispetto al piano dei muri: Allora il paesaggio si fa verticale, anabatico: un’ascensione di pietra scabra e mutevole s’innalza a falde, man mano arretrando, e taglia il cielo, disegnando un nuovo orizzonte. La nostra pietra, la pietra di Sicilia, ha un colore unico e un dolore antico. Poco dovrà importarti se è tufacea o calcarea, dolce o dura: la luce che essa porta e in sé trattiene, è una forza che sconvolge la materia,unificandola, convertendola, in altra sostanza. E’ una luce che ti abbaglia, ma con aspra dolcezza. E’ di un colore bianco che si vela d’azzurro o di grigioperla. Oppure di un grigioazzurro che si carica di luce e t’appare bianca, La luminosità sembra promanarsi dall’interno della materia, come nei quadri di Rembrandt. Non concede riverberi: assorbe il sole che là dentro, la pietra resta, e la cuoce sgretolandola nei punti più friabili. Il vento e l’acqua assecondano l’opera, e il sasso viene bucato, trafitto, segnato, scavato. E’ la pietra dei nostri muri-a-secco: E’ la tormentata pietra di Sicilia, che fa più siciliano il nostro paesaggio:E’ la stessa Sicilia che ti offra il proprio corpo, splendido e dolente, in tutte le contraddizioni della sua natura.(da “Demetra iblea”, di Turi Volanti, Ánapos Edizioni, pp. 130, 1993).

“In Volanti la natura non è diversa o divisa dalla vita, dalla realtà umana; tutto si plasma e si compone in un connubio unico (Le tombe degli dèi del '83), e il tempo si scandisce sui movimenti di questa texture policroma. Assistiamo a un processo di umanizzazione della natura, (Ulivi saraceni dell'86) che non è il teatro o un  apologo della vita dell'uomo, ma la vita stessa dell'uomo, che s'identifica quindi con la sua storia, corpo caduco che si sgretola e corrompe, eroso dai suoi grandi sommovimenti fisiologici (La solitudine di Cristo dell'88). Per questo il simbolismo volantiano, non è lirico ma epico, non decadente ma esistenziale”. (F.De Santi, dal saggio L'infinita inquietudine di Turi Volanti sulla mostra antologica di 50 anni di pittura, Cripta del Collegio di Siracusa)

 

 

Esperienza conoscitiva:
la
Pittura colta
 
 
Ma la sua inquietudine e sete di conoscenza lo inducono a riguardare, per un breve periodo, la storia dell’arte. “Situandosi fuori dal tempo, tale opera perviene alla propria meta, attinge il proprio scopo, che è quello di vivere l’anelito della atemporalità, l’ultima figura del classico e di viverla romanticamente come nostalgia del “mithos” che sottintende una ragione dove le cose significano se stesse, ma anche altro, e fra passato e presente non vive un’opposizione quanto una circolarità. Sul piano visivo compaiono i simboli di questo sfuggente disvelamento. A proposito l’artista scrive, fra l’altro, nella introduzione alla mostra nella Biblioteca Comunale di Floridia:”... Mi son sempre detto che non basta studiare la storia, le estetiche e la critica d’arte; e neppure analizzare le opere de visu nei musei – quantunque sia un’esperienza indispensabile – bensì ripercorrere il processo creativo dei Maestri di un tempo attraverso la tecnica, l’atto “del fare”, del produrre un quadro come lo realizzavano Leonardo, Giorgione, Caravaggio, Velasquez, ecc. senza però scadere nella pittura “d’apres”, né imitarli “tout court”, ma interpretarli, prenderli come fonte d’ispirazione; e con estrema umiltà vestirsi da discepolo ora dell’uno ora dell’altro maestro: una scommessa con me stesso, un cimento, un’esperienza forse irripetibile, un capriccio se volete, se questo temine non implicasse la concessione a una stravaganza, a una stranezza.
 

 
Conclusa la breve esperienza della Pittura colta (una produzione di poco più di una decina di tele, però alcune di notevoli dimensioni) l’artista torna a riascoltare il richiamo dei miti e delle fabulazioni, di cui l’isola è permeata, metaforicamente intesi come ritorno al radicamento originario che s’identifica con l’essenza del mito stesso: tempo altro, metastorico, come altro è il tempo del nostos, che attende l’uomo e l’artista per viverlo come fosse il primum della vita e della conoscenza. “Volanti, col suo inesausto amore per le antitesi e le contraddizioni, contrappone quasi sempre Ermes ad Apollo. I greci, specie i filosofi, sentivano che il cosmo di Apollo era “semplice”, chiaro, puro:semplice come sembra la luce di questo ciclo pittorico di Volanti. Esso aveva una forma sola, e appariva frontalmente come avveniva nel tempio di Olimpia. Era veritiero, ignorava la menzogna: rivelava l’immutabile volontà di Zeus; sebbene la verità degli dèi potesse apparire oscurissima agli uomini, perché – racconta Eraclito – il dio “non dice né nasconde, ma accenna” e la sua parola si frange in molti riflessi. Rispetto ad Apollo, Ermes ha lo stesso rapporto di colori con la luce che Volanti palesa nelle opere dell’ultimo periodo. La mente del dio assume tutte le forme, prende tutte le strade e si volge, sempre sinuosa e avvolgente, verso ogni luogo. Nessuno era più molteplice e versatile di lui. Egli aveva la mente colorata, variegata (poikilométs: espressione stupenda che non è possibile tradurre con esattezza). La mente di Ermes era colorata come una pittura vascolare antica o un arazzo o una coda di pavone, ma anche artificiosa e costruita come una poesia e un discorso eleganti; ed intricata ed enigmatica come i nodi, i labirinti e le costellazioni celesti... (estratto da “L’infinita inquietudine di Volanti” di Floriano De Santi).
 

Gli amici dell'artista:
HANNO SCRITTO DI TURI VOLANTI:
Per la pittura: Per la letteratura:
Carlo Fabrizio Carli - Critico e storico dell'arte Mario Abbati - Critico letterario
Gino Di Benedetti - Poeta Giuseppe Aloisio - Giornalista
Aldo Carpi - pittore e direttore dell' Acc.BB.Brera Gino Bambara - Scrittore
Mauro Corradini - Critico d'arte Salvatore Failla - Scrittore e critico letterario
Floriano De Santi - Critico e storico dell'arte Piero Fillioley - Giurista e scrittore
Edda Fezzi - Critico d'arte Paolo Giansiracusa - Critico d'arte
Paolo Giansiracusa - Critico d'arte Arturo Messina - Giornalista
Giorgio Kaisserlian - Critico e storico dell'arte Mirella Paresini - Attrice
Fausto Lorenzi - Critico d'arte Corrado Piccione - Giurista e scrittore
Garibaldo Marussi - Critico e direttore de LE ARTI Carmelo Tuccitto - Scrittore
Ugo Moretti - Scrittore Nello Pappalardo - Giornalista
Franco Passoni - Critico e storico dell'arte Lidia Pizzo - Critico d'arte e scrittrice
Clive Foster - Critico d'arte Irene Galeano - Giornalista
Enzo Pagani - Direttore Galleria Grattacielo-Milano Aldo Formosa - Regista e scrittore
Giorgio Seveso - Critico d'arte Veronica Tomassini - Scrittrice
Francesco Vincitorio - Critico d'arte... Salvatore Pappalardo - Giornalista
Vasco Frati - Critico d'arte Paola Altomonte - Giornalista
Lorenzo Favero - Giornalista Vincenzo Greco - Giornalista
Fraco Tomiato - Critico d'arte Roberto Rubino - Giornalista
Enrico Buda - Giornalista Salvo Zappulla - Scrittore
Alberto Morucci - Giornalista Graziella Fortuna - Giornalista
Titta Rizzo - Critico d'arte  
Luciano Spiazzi - Critico d'arte  
Mara Rodella - Giornalista  
Wilda Nervi - Giornalista  
Vincenzo Greco - Giornalista  
Arturo Messina - Giornalista  
Rosa Tomarchio - Giornalista  
Erwin Malchart - Giornalista  
Salvatore Maiorca - Giornalista  
Stefania Sebastiani - Giornalista  
   
e inoltre...

 CONTINUA