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turi volanti, pittore studio: via D'Agostino,51 9614-FLORIDIA (Siracusa) Tel e Fax 0931-942707
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La pittura di Volanti degli anni ’50 è caratterizzata dal mondo e dal dolore della povera gente di Sicilia, di ascendenza letteraria verghiana, e solo accidentalmente guttusiana. Infatti C.F. Carli ha scritto che “le affinita con Guttuso sono nate sull’onda della comune sicilianità”(in
"50 anni di pittura" alla Cripta del Collegio di Siracusa: L’infinita inquietudine di Turi Volanti, a cura di F. De Santi). In effetti Volanti ha sempre nutrito una certa intolleranza per la pittura di Guttuso, espressa anche nelle recensioni delle due mostre alla Cripta del Collegio: Il bosco d’amore, e la Ucciria, contestualizzata, questa, in una disorganica piccola antologica.
La prima fase di Volanti è caratterizzata inoltre da una abbondante produzione grafica: studi, schizzi, idee, bozzetti, disegni fine a se stessi, incisioni, ecc.
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Secondo periodo: anni ’60: ESPRESSIONISMO FIGURATIVO E INFORMALE Personali: - All’AAB (Ass.ne Artisti), Brescia: autopresentazione. - Galleria Pagani del Grattacielo, Legnano; premessa in catalogo di E. Pagani; - Galleria Zen, Brescia, presentazione di E. Pagani; - Galleria Il Traghetto, Venezia; CID'A, - Centro Int. d'Arte: "Antologica di dieci anni di pittura", presentazione di Titta Rizzo. Collettive: - Graphies Annual, Hollis, USA; - Panorama della Giovane Pittura Italiana, Milano, a cura di R. De Grada e G. Kaisserlian; - “Oltre l’Informale”, Galleria Traverso, Milano; - “Invito alla Grafica”, Galleria dell’AAB, Brescia; - Premio Naz.le di Pittura “La caccia… e contro la caccia”, Brescia (Assegnato il premio Referendum); - “Pittori Bresciani Contemporanei”, AAB, Brescia; - Grafica Internazionale, Galleria del Minotauro, Brescia; “Premio Nazionale "Ottone Rosai" Brescia, (assegnato il I Premio); - Premio di Pittura Gardone Val Trompia, Brescia (III Premio); - “Premio Nazionale di Pittura Suzzara”, Mantova; - “Rassegna Nazionale Galleria “Il Tridente”, Grosseto. |
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La seconda fase pittorica degli anni ’60 è attraversata da
una felicità e da un fuoco creativo eccezionale, che incontra un appassionato
favore di pubblico, di critica e di mercato. Le opere, in maggior parte di grandi
dimensioni, seppure dentro le poetiche del neo-espressionismo figurativo e
informale, si distinguono decisamente per la straordinaria forza espressiva e
coloristica, per l’originale, ardito e felice connubio del colore rembrandiano
con la luce caravaggesca. L’uno e l’altra danno forma all’angoscia
esistenziale, al sottosuolo di scandaglio psichico riconducibile ai profondi
motivi dostoevskiani, ed ai grandi temi della condizione
umana. Opere come Il muro, Figure nell’angoscia, Sottosuolo (omaggio a
Dostoevskij, suo autore preferito) Eros e Thanatos del ’68, La caccia…e contro la caccia…,(vedi
foto) rappresentano “…il modo di giungere per ispirazione al dramma, che
risultasse liberamente scandita la tensione accesa nell’intimo. L’itinerario di
sviluppo da quel saggio anatomico che è L’uomo del ’61, a cui seguono a
mo’ di meditazione le varie nature morte “ con maschera dolente” di una intensità
luminosa che poi si asciuga, si rapprende ma non si smorza nei passaggi tipo Doppelgaenger.
E’ la venatura stessa che da larga e abbondante si fa nervosa, incisiva. […].
Quello di fluente o seicentesco, tra S. Rosa e Rembrandt,che impegnava il
lavoro di Volanti, si è rinsecchito e raggrumato in ardore. Certi titoli, Figurazione
o Presenza, sono indicativi di un processo tecnico, oltre che
spirituale ;[…] è un modo di alludere ad una revisione in atto nella pittura
contemporanea, un rinserrarsi dell’uomo sulla coscienza per ricavarne lume
sincero, per estrarre fuoco dalla lacerazione e dall’esperienza… Così dal Risveglio
del ’63 alle ultime opere, il balzo è lungo e vitale. In senso ascendente
si va dalla Figurazione ferita a Il muro e quindi alla Figurazione
ambivalente (Muro n°2) secondo un ritmo di sintesi nel quale
si precisa una forza, matura il pathos, si definisce la personalità.. (Giannetto.
Valzelli ne Il Cittadino- Brescia febbraio 1964). |
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Terzo periodo: anni '70 Personali: - Galleria Ciovasso, Milano; presentazione di Giorgio Seveso; - Galleria Schreiber, Brescia, presentazione di Giorgio Seveso; - Galleria Icaro, Suzzara, Ideologia e prassi nel messaggio di Turi Volanti, di Mauro Corradini; Metafisica dell'ideologia, - Galleria Ciovasso, Milano, Dalla metafisica del reperto al recupero della razionalità, di Floriano De Santi; - Galleria della Kunsterlhaus, (Casa degli artisti) Vienna; presentazione di Clive Foster; - Museo Schloß Esterhazi - Austria; - Galleria Margutta, Siracusa, "Il senso del "nostos": omaggio a Siracusa", di Turi Volanti; - Museo Naz.le di Palazzo Bellomo: cartella L’Amore e il Dolore: 7 acqueforti per 15 poesie, performance: recital degli attori Lidya Alfonsi e di E. M. Salerno. Collettive e di gruppo: Prima mostra scambio fra le Gallerie Italiane (Gall. Schreiber, Brescia, Palazzo della Permanente, Milano); Rassegna Grafica, Galleria La Soffitta, Firenze; Rassegna nazionale, Galleria Ciovasso, Milano; Rassegna d’Arte Regionale Lombarda, Palazzo dell’Arte, Cremona; Cartella d’ncisioni: Per Sacco e Vanzetti, assieme a Piscatare e Titonel, Edizione Sacco e Vanzetti, Torino; L’Immagine dell’Uomo, Palazzo Pretorio, Prato e Chianciano Terme (a cura di G. Seveso); Premio di pittura Ottone Rosai, Lonato, Brescia; (assegnato primo premio); Premio di pittura Corticelli Bologna; Mostra di gruppo, Galleria Polimnia, Rapallo (a cura di G. Seveso); Invito alla IV Biennale Internazionale di Cracovie; Grafici Bresciani, AAB Brescia (a cura di M. Corradini); Mostra mercato dell’Incisione Italiana, Padova; Grafica di Tendenzen, Centro Parete, Lissone; Prima Biennale Città di Brescia: Le dimensioni Poetiche e Sociali dell’Uomo Contemporaneo; Occasioni d’Incontro, S.Giacomo di Cremona (a cura di Edda Fezzi); Disegno perché, AAB, Brescia (a cura di M. Corradini, V. Frati e G. Valzelli). |
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![]() Collezione Bassi - Brescia |
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![]() Collezione Bassi - Brescia |
![]() Collezione Bassi - Brescia |
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![]() Collezione Bassi - Brescia |
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![]() Museum Schloß Esterhazy - Burgeland |
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E’ un periodo, questo, che fa ovviamente da cerniera alla
definizione di un più radicale impegno civile, che scatta prepotentemente,
ineluttabilmente subito dopo la strage di Piazza della Loggia a Brescia, di cui
Volanti è ravvicinato – e fortunato - testimone : Il giorno dopo portai
una rosa rossa in Piazza della Loggia è titolo altamente emblematico di
un evento terroristico che travalica la cronaca per rimbalzare profeticamente
di giorno in giorno nelle balze della storia attuale. E’ il titolo di un lungo
ciclo pittorico, protrattosi per tutti gli anni ’70, variando denominazione, come 28 maggio 1984, oppure Dialoghi impossibili, ma non
l’oggetto per nulla descrittivo,ma metaforico, al limite del metafisico. “... Il suo segno incisivo, vitalistico e insieme
plasticamente evidente, con il quale era apparso nell’area della pittura
bresciana, aveva trovato subito i suoi estimatori, non molti negli anni
Sessanta ma sicuramente un manipolo d’intenditori. Assieme a V. Guidi, L.
Viani, M. Maccari, Guttuso, Treccani, Francese, Music, Chighine, nelle
collezioni c’era Turi Volanti. ... E’ stato un modo di Volanti d’interpretare
la tragedia bresciana, senza clamore retorico ma con assoluta adesione
stilistica e passione civile. Lo si riconosceva ormai, artisticamente,
bresciano di diritto, anche se non identificabile con alcuno per la sua
singolare umanità, così come nella definizione artistica, totalmente sua.” (L.
Spiazzi, da Omaggio a Turi Volanti, (“Bresciaoggi”, 22 genn. 1977). |
Galleria di ritratti
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“Ora Volanti è
autocritico e analitico, spesso con immagini di scandaglio d’estrema
delicatezza e tensione, attento ad un fare che dalla latenza emotiva passa ad
un condensarsi e organizzarsi in visione, in un processo che non è eruttivo o
metarazionale. Anzi, esso si svolge illimpidendo il getto spontaneo e profondo
nel dialogo costante con un ordinamento metafisico dei reperti archeologici –
pezzi di colonne doriche, frontoni e metope, triglifi e capitelli – che
coinvolgono lo sguardo in un magico rimando tra schermi, ora diafani e tersi
ora cretosi e abbaglianti… E’ così che, nella recente serie intitolata
Il
giorno dopo portai una rosa rossa in Piazza della Loggia, la luce ,
quando è radente, può esaltare, ma anche divorare le cose, mentre l’ombra
assume in compenso un suo alto e severo profilo rivelatorio..."
(F. De Santi, Dalla metafisica del reperto al recupero della razionalità – Personale alla Galleria Ciovasso, Milano) |
QUARTO PERIODO, ANNI '80, '90, 2002:
Vito Giuffrida e Dario Tomasello;
da S. Lo Monaco
introduzione di Paolo Giansiracusa;
Siracusa: Antologica di 50
Collettive: 2° Biennale Naz.le d'Arte,
Pittura Colta in Italia, Abbazia Olivetana Galleria Roma, Siracusa. |
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Il quarto periodo si compone di due cicli, che procedono, si può dire, in modo problematico, ma meglio dire dialettico, nel senso di definire una poetica e poi ridefinirla, contraddirla, magari nello spazio di qualche lustro, di non contentarsi, cioè, degli esiti ottenuti. E' significativo al riguardo una citazione tratta da L'inferno di E. Pound che Volanti pone nella Premessa della monografia dell'antologica siracusana: Mi riesce difficile immaginare come un vero artista possa mai essere soddisfatto del proprio lavoro. C'è voluto del tempo prima di adeguarsi alle nuove situazioni esistenziali e culturali. Ricordiamo che sono gli anni del ritorno in Sicilia, (gravi motivi familiari) terra d'origine dell'artista, dopo 26 anni operosi trascorsi in Lombardia. C'è voluto del tempo prima di risolvere innanzitutto i problemi logistici, di rendere ospitale e agibile la sua casa posta nel contado, e poi di rientrare in sintonia con lo spirito e la cultura della sua terra. Ma tutto ciò è naturale per chi cambia cielo, e la storia trabocca di casi simili.
“In Volanti la natura non è diversa o divisa dalla vita, dalla realtà umana; tutto si plasma e si compone in un connubio unico (Le tombe degli dèi del '83), e il tempo si scandisce sui movimenti di questa texture policroma. Assistiamo a un processo di umanizzazione della natura, (Ulivi saraceni dell'86) che non è il teatro o un apologo della vita dell'uomo, ma la vita stessa dell'uomo, che s'identifica quindi con la sua storia, corpo caduco che si sgretola e corrompe, eroso dai suoi grandi sommovimenti fisiologici (La solitudine di Cristo dell'88). Per questo il simbolismo volantiano, non è lirico ma epico, non decadente ma esistenziale”. (F.De Santi, dal saggio L'infinita inquietudine di Turi Volanti sulla mostra antologica di 50 anni di pittura, Cripta del Collegio di Siracusa) |
| Esperienza conoscitiva: la Pittura colta |
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Ma la sua inquietudine e sete di conoscenza lo inducono a riguardare, per un breve periodo, la storia dell’arte. “Situandosi fuori dal tempo, tale opera perviene alla propria meta, attinge il proprio scopo, che è quello di vivere l’anelito della atemporalità, l’ultima figura del classico e di viverla romanticamente come nostalgia del “mithos” che sottintende una ragione dove le cose significano se stesse, ma anche altro, e fra passato e presente non vive un’opposizione quanto una circolarità. Sul piano visivo compaiono i simboli di questo sfuggente disvelamento. A proposito l’artista scrive, fra l’altro, nella introduzione alla mostra nella Biblioteca Comunale di Floridia:”... Mi son sempre detto che non basta studiare la storia, le estetiche e la critica d’arte; e neppure analizzare le opere de visu nei musei – quantunque sia un’esperienza indispensabile – bensì ripercorrere il processo creativo dei Maestri di un tempo attraverso la tecnica, l’atto “del fare”, del produrre un quadro come lo realizzavano Leonardo, Giorgione, Caravaggio, Velasquez, ecc. senza però scadere nella pittura “d’apres”, né imitarli “tout court”, ma interpretarli, prenderli come fonte d’ispirazione; e con estrema umiltà vestirsi da discepolo ora dell’uno ora dell’altro maestro: una scommessa con me stesso, un cimento, un’esperienza forse irripetibile, un capriccio se volete, se questo temine non implicasse la concessione a una stravaganza, a una stranezza.
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Conclusa la breve esperienza della Pittura colta (una produzione di poco più di una decina di tele, però alcune di notevoli dimensioni) l’artista torna a riascoltare il richiamo dei miti e delle fabulazioni, di cui l’isola è permeata, metaforicamente intesi come ritorno al radicamento originario che s’identifica con l’essenza del mito stesso: tempo altro, metastorico, come altro è il tempo del nostos, che attende l’uomo e l’artista per viverlo come fosse il primum della vita e della conoscenza.
“Volanti, col suo inesausto amore per le antitesi e le contraddizioni, contrappone quasi sempre Ermes ad Apollo. I greci, specie i filosofi, sentivano che il cosmo di Apollo era “semplice”, chiaro, puro:semplice come sembra la luce di questo ciclo pittorico di Volanti.
Esso aveva una forma sola, e appariva frontalmente come avveniva nel tempio di Olimpia. Era veritiero, ignorava la menzogna: rivelava l’immutabile volontà di Zeus; sebbene la verità degli dèi potesse apparire oscurissima agli uomini, perché – racconta Eraclito – il dio “non dice né nasconde, ma accenna” e la sua parola si frange in molti riflessi. Rispetto ad Apollo, Ermes ha lo stesso rapporto di colori con la luce che Volanti palesa nelle opere dell’ultimo periodo. La mente del dio assume tutte le forme, prende tutte le strade e si volge, sempre sinuosa e avvolgente, verso ogni luogo. Nessuno era più molteplice e versatile di lui. Egli aveva la mente colorata, variegata (poikilométs: espressione stupenda che non è possibile tradurre con esattezza). La mente di Ermes era colorata come una pittura vascolare antica o un arazzo o una coda di pavone, ma anche artificiosa e costruita come una poesia e un discorso eleganti; ed intricata ed enigmatica come i nodi, i labirinti e le costellazioni celesti... (estratto da “L’infinita inquietudine di Volanti” di Floriano De Santi). |
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| Gli amici dell'artista: | |||
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| HANNO SCRITTO DI TURI VOLANTI: | |
| Per la pittura: | Per la letteratura: |
| Carlo Fabrizio Carli - Critico e storico dell'arte | Mario Abbati - Critico letterario |
| Gino Di Benedetti - Poeta | Giuseppe Aloisio - Giornalista |
| Aldo Carpi - pittore e direttore dell' Acc.BB.Brera | Gino Bambara - Scrittore |
| Mauro Corradini - Critico d'arte | Salvatore Failla - Scrittore e critico letterario |
| Floriano De Santi - Critico e storico dell'arte | Piero Fillioley - Giurista e scrittore |
| Edda Fezzi - Critico d'arte | Paolo Giansiracusa - Critico d'arte |
| Paolo Giansiracusa - Critico d'arte | Arturo Messina - Giornalista |
| Giorgio Kaisserlian - Critico e storico dell'arte | Mirella Paresini - Attrice |
| Fausto Lorenzi - Critico d'arte | Corrado Piccione - Giurista e scrittore |
| Garibaldo Marussi - Critico e direttore de LE ARTI | Carmelo Tuccitto - Scrittore |
| Ugo Moretti - Scrittore | Nello Pappalardo - Giornalista |
| Franco Passoni - Critico e storico dell'arte | Lidia Pizzo - Critico d'arte e scrittrice |
| Clive Foster - Critico d'arte | Irene Galeano - Giornalista |
| Enzo Pagani - Direttore Galleria Grattacielo-Milano | Aldo Formosa - Regista e scrittore |
| Giorgio Seveso - Critico d'arte | Veronica Tomassini - Scrittrice |
| Francesco Vincitorio - Critico d'arte... | Salvatore Pappalardo - Giornalista |
| Vasco Frati - Critico d'arte | Paola Altomonte - Giornalista |
| Lorenzo Favero - Giornalista | Vincenzo Greco - Giornalista |
| Fraco Tomiato - Critico d'arte | Roberto Rubino - Giornalista |
| Enrico Buda - Giornalista | Salvo Zappulla - Scrittore |
| Alberto Morucci - Giornalista | Graziella Fortuna - Giornalista |
| Titta Rizzo - Critico d'arte | |
| Luciano Spiazzi - Critico d'arte | |
| Mara Rodella - Giornalista | |
| Wilda Nervi - Giornalista | |
| Vincenzo Greco - Giornalista | |
| Arturo Messina - Giornalista | |
| Rosa Tomarchio - Giornalista | |
| Erwin Malchart - Giornalista | |
| Salvatore Maiorca - Giornalista | |
| Stefania Sebastiani - Giornalista | |